15 ottobre 2025

UN SISTEMA CHE NON HA ALCUN INTERESSE A TUTELARE IL MINORE MA SOLO A MANTENERSI IN PIEDI 

La storia è molto scarna, e altrettanto emblematica e, soprattutto, crudele.
Si svolge in una grande città del Nord, ben popolosa.
Protagonista è un quindicenne di nome “Luca”, vittima di un terrificante conflitto genitoriale.

Ad un certo punto del contenzioso giudiziario, proprio mentre sta cominciando quel TERRIBILE MECCANISMO DI ESASPERAZIONE DEL CONFLITTO che è “la CTU”, decide di cambiare genitore presso cui vivere.

Chiameremo “GENITORE NORD” quello presso cui vorrebbe andare a vivere, e “GENITORE SUD” quello da cui andarsene.
Ci sono problemi logistici di un certo livello, e il giudice consiglia l’avvio di una psicoterapia. O comunque di un percorso a sfondo psicoterapico.

Il ragazzo, Luca, arriva presso uno studio di una collega, la dottoressa R.I., che lo visita insieme ad un collega.
La dottoressa R.I. è un ottimo medico, psicoterapeuta.

Il collega uno psicologo.

Entrambi concordano su un punto: Luca è terribilmente coinvolto nel conflitto, ne soffre veramente tanto, e si gioverebbe molto di un sostegno psicoterapico.

Luca, dopo una iniziale titubanza, decide di proseguire il percorso psicoterapico con la coppia. È contentissimo.
Viene fissata la terza seduta. Luca è contentissimo.

La terza seduta non avrà mai luogo.

La CTU, una professionista molto nota e molto gettonata (che qui chiameremo “dottoressa Marianna”), ha deciso che Luca non può cominciare alcuna terapia o consulenza -nonostante sia evidente quanto stia male e nonostante lui stesso voglia proseguire.

La collega medico e il collega psicologo vengono avvertiti solo pochi minuti prima dell'appuntamento fissato, che Luca non arriverà. Il “GENITORE SUD” -quello da cui Luca vuol fuggire perché lo picchia- invia un messaggio WhatsApp annunciando che Luca non viene.

Il motivo dichiarato è che la seduta di CTU sta durando troppo. “GENITORE SUD” non risponderà mai al telefono e non spiegherà altro.

Qualche giorno dopo la dottoressa contatta “GENITORE NORD” che, bontà sua, risponde. E spiega cosa è successo davvero.

La CTU, la dottoressa Marianna, ha deciso che prima si deve celebrare la CTU, poi Luca potrà curarsi. Questo nonostante lui stia male, molto male, e voglia incontrare di nuovo la dottoressa (medico) e lo psicologo.

Ve l’immaginate voi uno che va da un medico, gli viene posta la diagnosi di -poniamo- ulcera gastrica, ma non può iniziare a curarsi perché deve fare prima la CTU?
Qualcuno dirà: “ma Luca non sa nemmeno cosa gli accadrà, con chi vivrà, che futuro avrà! Meglio che prima si stabilizzi la sua vita, sa con chi andare a vivere, e poi lo curiamo”.

Il che è la prova che la priorità non è nel garantire al minore un percorso che assorba i suoi traumi, che ne curi la psicologia traumatizzata dal procedimento giudiziario, che gli garantisca un ascolto liberatorio e supportivo, ma è nel celebrare il rito di attribuzione del minore.

Dopo il quale si potrà curare le ferite nel frattempo procurate al povero Luca.

Questo sistema giudiziario non ha alcun interesse a tutelare i minori.

E questo caso (che rappresenta di fatto la norma) lo dimostra.
È un sistema che ha interesse SOLO A STRUMENTALIZZARE LA SOFFERENZA E LA MALATTIA CHE CREA (Luca soffre per il conflitto genitoriale, ma NON VA CURATO) per poter così celebrare i propri riti negando poi ogni importanza alle patologie che dice di voler sanare.

E che FA DELLA PATOLOGIA E DELLA SOFFERENZA DEI MINORI UN’ARMA DEL CONFLITTO ANCORA PIÙ POTENTE DELLE ALTRE.

Tanto è vero che evita accuratamente di curarla se turba il rito della CTU.

E intende la terapia del minore travolto dal conflitto genitoriale (e dunque portatore di lesioni da EVENTO STRESSANTE CRONICO) come un MOMENTO DI NORMALIZZAZIONE volto a fargli accettare le scelte della CTU e del Giudice.

In un sistema veramente dedito alla tutela del “supremo interesse del minore”, Luca sarebbe PRIMA CURATO e SOLO POI -e forse- oggetto di CTU

23 febbraio 2023

LA RIFORMA DEI PROCEDIMENTI DI SEPARAZIONE E DIVORZIO

Un ottimo intervento dell'avvocato Michele Dell'agnese, di Padova. 

Con grande chiarezza e competenza ci spiega le sostanziali riforme della procedura in caso di separazione e divorzio


https://youtu.be/L6wUqXubZeA


11 febbraio 2023

VERSO UNA EVAPORAZIONE DELLA PAS O DEL PADRE? UN ARTICOLO SU PSICOANALISI & SOCIALE

Un articolo di Gaetano GIORDANO sulla PAS.

Una nuova prospettiva -assolutamente ovvia quanto incredibilmente disattesa da chi la critica- da cui guardare un fenomeno che esiste. 

E che per definizione non può non essere il frutto dei traumi e delle aggressioni e conflittualità cui viene esposto il minore in quelle guerre tra famiglie volute da un sistema patogeno.

CLICCA QUI PER LEGGERE


30 maggio 2022

L'UNICO "CENTRO STUDI SEPARAZIONI E AFFIDO MINORI" E' QUELLO RAPPRESENTATO DA QUESTO BLOG E DIRETTO DAL DR. G.GIORDANO

Abbiamo infatti scoperto che esiste un'altra organizzazione che utilizza (e da ben poco tempo) lo stesso nome.

Il termine "CENTRO STUDI SEPARAZIONI E AFFIDO MINORI" è stato utilizzato a partire dal 1998 dal dr. G.GIORDANO.

Altri nati successivamente e non con il consenso del dr. G.GIORDANO (c'è una sede in Milano e una in Svizzera), sono scopiazzature successive.

Successive e molto emblematiche, specie guardando ai contenuti.


01 agosto 2021

IL RECUPERO DEL RAPPORTO CON IL PADRE UNA DELLE BASI PER UNA MEDAGLIA D'ORO

Per avere un'idea dell'importanza che può avere il recupero del rapporto con il padre, basta considerare la vicenda del vincitore dei 100 mt all'Olimpiade di Tokio, Marcell Jacobs.

Complimenti vivissimi al campione e, anche, alla sua motivatrice sportiva, la dottoressa Nicoletta Romanazzi.


https://www.iltempo.it/sport/2021/08/01/news/marcell-jacobs-segreto-olimpiadi-tokyo-2020-medagia-doro-100-metri-mental-coach-nicoletta-romanazzi-rapporto-padre-texas-28177898/ 

21 gennaio 2020

LO SDEGNO PER LE FALSE ACCUSE...

Adesso che un padre sarebbe colpevole di aver inventato un abuso sessuale sul figlio da parte dell'ex moglie, alto si leva lo sdegno dell'articolista: 

"Un comportamento sconsiderato che ha fortemente turbato l’equilibrio di un bimbo di 6 anni. ... Ed in un primo momento, il piccolo viene sottoposto ad una serie di perizie legali e oggetto d’indagine. Il minore cade in una doppia frustrazione essendo sicuro di non avere subito violenza sessuale. "

scrive l'articolista.
https://www.ilmessaggero.it/roma/news/roma_madre_molestie_sessuali_figlio_padre_denuncia_vendetta_separazione-4997784.html

Giustissimo.
Ma chi ha mai letto commenti simili per le tante altre false denunce che in questi ultimi trenta anni sono "fiorite" in Italia?
Dei suicidi che hanno provocato?

Sui tanti -troppi- bambini strappati alle famiglie?
Basta leggere l'articolo linkato nel post che sta immediatamente sotto questo, per rendersi conto delle differenze...
http://mobbing-genitoriale.blogspot.com/2020/01/e-la-chiamano-giustizia.html

18 dicembre 2019

L'AVVENIRE E' ABBASTANZA INDIETRO

Se questo articolo lo pubblicavano venticinque anni fa -tie’: almeno venti- forse un mucchio di gente aveva lo stesso il destino ignobilmente segnato, ma almeno un sacco di gente si sentiva la Chiesa vicina. 
Tra i morti c’è anche un parroco: Don Giorgio Govoni, morto di infarto per una condanna tutta da rivedere

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/violenze-80mila-genitori-innocenti?fbclid=IwAR1m13i0FnZ0zKkBs0KXYxEcIbPxzxQj7-8Lhu2Dw4eFhsr8ODHmoZRKEFc

25 ottobre 2019

COMPLIMENTI!
INDAGINI RISOLUTIVE!!!

"Colpo di scena nell'aula del tribunale di Milano. Detenuto in carcere per un anno, un uomo di 30 anni è stato assolto dopo che la sua presunta vittima ha ritirato le accuse.
..."

https://www.ilmessaggero.it/italia/carcere_per_stupro_assolto_milano_ultime_notizie_oggi_venerdi_25_ottobre_2019-4820701.html

02 settembre 2019

I "CITAZIONISTI DA BLOG".
...E I LORO AVVERSARI

Ci scrive una persona, avvelenata contro quelli che definisce "citazionisti da blog".

E chi sarebbero questi “citazionisti da blog”?

Secondo il tale che ci ha mandato una mail, in verità un anonimo che si firma con una specie di soprannome (e questo, lo ammettiamo, non è certo il massimo della simpatia e soprattutto della trasparenza) il “citazionista da blog” è un tizio (o una tizia) che hanno un blog fortemente orientato ideologicamente, e che a sostegno delle proprie opinioni citano un mucchio di articoli e di dati che -questo ci dice l’anonimo S.DO- utilizzano a modo proprio.

Cioè "barando" ideologicamente e culturalmente, nel senso che manipolano i dati per dimostrare le proprie tesi e la validità dei propri integralismi,
Quando poi qualcuno contesta loro la prospettiva parziale e dogmatica, integralista, il blogger (e qui l’anonimo ci cita l’autore di un piccolo blog, definendolo “femminista”) contesta i dati, stracciando in tutti i modi quelli presentati da chi interviene, e svalutando tutte le possibili fonti, anche se si tratta di dati di natura scientifica. Che, ci “denuncia” lo scrivente, vengono puntualmente definiti come privi di validità, anche se trattasi di pubblicazioni universitarie.


Ovviamente, il nostro scrivente ci sottolinea -ma sono sue opinioni!- che il blogger in questione non ha alcun titolo per parlare di ciò di cui parla e per contestare articoli e dati di materie rispetto alle quali non avrebbe alcun titolo. Ma non è questo che lo fa arrabbiare.


E qual è allora il punto che fa arrabbiare il nostro “S.DO”?


Non la manipolazione ideologica di dati statistici e scientifici, per lo meno presentati come tali, perché da per scontato che un blogger orientato ideologicamente cerchi -dice lui- di rigirarsi tutto a modo suo. Soprattutto, dice lui, se "femminista".


Ma che taccia quando gli si chiede di definire le caratteristiche che dovrebbero avere gli articoli e i testi da citare per non essere considerati carta straccia.


In sintesi, il nostro S.DO ha chiesto al blogger di specificare quali caratteristiche debbano avere gli articoli e gli studi da citare nelle risposte ai suoi post: quali i titoli degli autori (Universitari? organici a istituti di sicuro rilievo scientifico, inclusi, e in che modo, negli indici bibliometrici e nelle banche dati citazionali? ecc.)


Il/la blogger (un tipo abbastanza fumantino, sembrerebbe) avrebbe risposto citando solo alcuni titoli utilizzati nei suoi articoli, ma senza mai dare le indicazioni realmente richieste.


In questo modo può -effettivamente- continuare a permettersi un giochetto molto semplice: presentare i suoi dati e gli articoli da lui/lei citati come assolutamente adeguati a dimostrare quello che dice, e smontare e svalutare invece ogni volta tutti gli articoli e i dati citati a contestazione delle sue pretese "dimostrazioni".


Il nostro "S.DO" ha sicuramente ragione: non definire le caratteristiche degli articoli da citare è la chiave per poter definire le proprie argomentazioni assolutamente valide e quelle degli altri prive di ogni credibilità.

E il non rispondere ad una richiesta del genere, o rispondere ingannando su cosa sia stato veramente chiesto, è un classico esempio di mistificazione e inganno.

Come lo è, ad esempio, l'altro trucco che sembra utilizzato in casi del genere: definire "troll" o "fake" l'uno dell'altro (sempre troll), chiunque critichi le posizioni del blog.

In sintesi, accade sempre che chiunque critichi le posizioni del/la blogger, venga tacciato di utilizzare sempre dati falsi o faziosi, presi da testi privi discientificità, e di essere un "troll".

E difatti, il/la pretenzioso blogger ("femminista integralista" sottolinea il nostro scrivente, "sempre pronta a rigirare argomenti e logica pur di dimostrare che gli uomini sono delinquenti e la cultura patriarcale impera") sta sistematicamente censurando i nuovi post che "S.DO" cerca di pubblicare, e nei quali richiede che il blogger fornisca le specifiche che gli articoli devono possedere (e non gli articoli in sé), per essere considerati attendibili.

Con ciò impedendo in modo elusivo, manipolativo, e occulto un reale confronto


Ma, come ho ciò scritto in un precedente post, a "S.DO" chi glielo fa fare di mettersi a battibeccare con un blogger “citazionista”, uno cioè presuntuoso e che cambia sempre le carte in tavola?

Volerla aver vinta, con personaggi del genere, è non solo impossibile (c'è sempre la mistificazione, come regola, a mandare a picco ogni confronto trasparente), ma anche del tutto inutile.

Non stiamo certo parlando di un forum di scienziati o di chissà quali figure professionali eccelse!

A quello che si vede, si tratterebbe di gruppetti di quattro, cinque persone al massimo radunate attorno ad una specie di fanatico privo di accrediti ma che vuole aver sempre ragione...

Eddai...!

20 luglio 2019

STRAUS, UNIVERSITY DEL NEWHAMPSHIRE: RICONOSCERE LA VIOLENZA FEMMINILE PER PREVENIRE QUELLA MASCHILE

Addressing Violence by Female Partners Is Vital to Prevent or Stop Violence Against Women: Evidence From the Multisite Batterer Intervention Evaluation
Murray A. Straus
del prof. Murray A. Straus, PhD, University of NewHampshire, Family Research Laboratory, Durham


Abstract
This article presents a reanalysis of data from Gondolf’s (2012) article in this journal on reoffending  by men in the 15-month period subsequent to participation in batterer intervention programs. Gondolf concludes that violence by the female partners “was relatively low and does not appear to influence the program outcome in terms of men’s reassault” (p. 10). The reanalyzed data lead to the opposite conclusion. The policy and practice implications are that the high rate of assault by women, including
initiation of violence by female partners, needs to be addressed to enhance the effectiveness of programs to prevent and stop violence against women.

Keywords
assault, gender symmetry, partner violence, prevention, treatment





19 luglio 2019

TRENTA ANNI DI NEGAZIONI CHE LA VIOLENZA DI GENERE E' UGUALMENTE RIPARTITA...

Un articolo che riporta dati, non teorie o teoremi. 

Abstract
The first part of this article summarizes results from more than 200 studies that have found gender symmetry in perpetration and in risk factors and motives for physical violence in martial and dating relationships. It also summarizes research that has found that most partner violence is mutual and that self-defense explains only a small percentage of partner violence by either men or women. The second part of the article documents seven methods that have been used to deny, conceal, and distort the evidence on gender symmetry. The third part of the article suggests explanations for the denial of an overwhelming body of evidence by reputable scholars. The concluding section argues that ignoring the overwhelming evidence of gender symmetry has crippled prevention and treatment programs. It suggests ways in which prevention and treatment efforts might be improved by changing ideologically based programs to programs based on the evidence from the past 30 years of research.

Clicca qui per leggere
"Thirty Years of Denying the Evidence on Gender Symmetry in Partner Violence: Implications for Prevention and Treatment" del prof. Murray A. Straus, PhD, University of NewHampshire, Family Research Laboratory, Durham


Leggi qui gli altri articoli di Straus sulla violenza nella coppia


17 luglio 2019

ANCORA SUL GIOCO DELLE TRE CARTE

Voglio dire la verità.

Questo blog non può diventare ...l’ente riciclatore di quegli interventi che altri blog, fintamente democratici e fintamente pronissimi al dibattito, non pubblicano, per non sconfessare le proprie teorie e le proprie assurdità.

Lo abbiamo detto l'altra volta, nel penultimo post: sono blog che fanno il gioco delle tre carte, e io sono portato a trovare molto più simpatico chi li dirige, abilissimo (o abilissima?) a ingannare i lettori e far credere che tutti possano intervenire, dire la loro, che il dibattito sia democratico e rispettoso, e poi comportarsi proprio al contrario.
Mi sono meno simpatici, lo ammetto, proprio coloro che invece si incaponiscono a voler dire la loro in quel blog che non li rispetta affatto e non li vuole proprio sentire, e anelano a dimostrare che chi sta dall'altra parte ha torto e vuole imporre le proprie panzane.


E' chiaro che dall'altra parte c'è un truffatore ideologico che pubblica solo quello che vuole, che ti dimostra tutto e il contrario di tutto ma comunque solamente quello che gli fa comodo, e che quando gli dimostri come i conti non tornino, ti rivolta le carte in tavola dandoti prove fin troppo fasulle di quanto sbagli e di come quello che dice sia sempre vero. 
Oppure, semplicemente, se non riesce a dimostrare niente nemmeno in questo modo, ti censura le prove che porti quando sono inoppugnabili circa la assurdità delle sue pseudoteorie.

Un blogger così fa ridere: sembra il Ciarlatano di una fiera di paese e basta. E voi vi ci mettete a ragionare, a discutere, a riempire di ragionamenti che farà finta di capovolgere con la sua innata attitudine al falsificare e mistificare?

Se qualcuno si mette a lottare a chiacchiere con tipi/e del genere, spendendo ore a dimostrare che hanno torto, che imbrogliano, che le cifre -e dunque le realtà- sono altre, secondo me è stupido.

Fategli un deserto intorno, non un palco da cui pontificare imbrogliando!

Però questa notizia che linko qui sotto è veramente importante, e fa giustizia dell’idea -che qualcuno propugna come verissima e dimostrata a priori- secondo la quale i padri sono tutelati sempre e comunque.

Questa notizia, che sembra dimostrare che, a volte (o forse tante volte?), la congiura contro un papà c'è davvero.

Guardate di quale scenario ignobile si deve leggere.

E ti credo che chi ce l'ha per partito preso con i padri, non pubblica notizie del genere!
Stai “sereno”, adesso, ragazzo!

CLICCA QUI!

06 luglio 2019

UN OTTIMO ARTICOLO SUL "CASO ZERO" DI HANSEL E GRETEL

A questo indirizzo:

https://richardalangardner.wordpress.com/2019/07/06/biella-1996-il-caso-zero-degli-psicologi-arrestati/


BRUTTISSIME FAVOLE PER IL GIOCO DELLE TRE CARTE

Ci sono, come noto, siti che da anni e anni conducono -non si sa perché- una battaglia contro L’Alienazione Parentale.

Alcuni di questi siti sono di orientamento “femminista”, e mostrano un grande interesse verso l’emancipazione delle donne e il contrasto alla violenza sulle donne, e non raramente si dimostrano portati a camuffare un po’ -dal mio punto di vista- le cose.

Nel senso che in genere ogni tentativo di contestare le loro cifre e i loro riferimenti ottiene il cosiddetto “effetto delle tre carte”, secondo il quale chi interviene a contestare sbaglia perché la regola per risolvere la questione è sempre da un'altra parte.

Tipico il caso di quando uno dei lettori di uno di questi blog contestò al titolare del blog che le donne lottano per le pari opportunità solo quando si tratta di posizioni apicali e dirigenziali. 

Nessun movimento, nessuna donna, nessun sottosegretario, nessuna associazione o onlus ha mai detto una virgola per far sì che le donne occupassero più posti da minatore, da altofornista, e comunque da operaio in contesti usuranti. 

Avete mai visto una donna alla guida di uno schiacciasassi per strada, o a metter bitume, o a picconare con martelli pneumatici il manto stradale? Avete mai sentito una donna, una associazione femminista, un politico desideroso di carriera rosa gridare per far sì che anche le donne occupassero ruoli del genere?

La lotta per le Pari Opportunità è sempre per fare le dirigenti, le  Primarie d’Ospedale, la Docente universitaria.

Mai per diventare minatrici, bitumatrici, operatrici ai martelli pneumatici 

Un tale provò a fare una obiezione del genere in uno di questi blog, e apriti cielo. Al poveretto venne risposto che non aveva capito niente, e che quello era un problema di lotta al sistema, di sfruttamento del lavoro, e via dicendo, e che non riguardava ovviamente le lotte femminili.

In sintesi, quando bisogna fare le dirigenti il problema è nel sesso, ma se si deve parlare del fatto -incontroveribile- che nei lavori usuranti vige incontrastata la mortalità maschile, che sono solo gli uomini a fare i minatori, gli altofornisti, ma anche gli operai che riassestono le strade, il problema diventa tutt'altro: non più il genere, ma lo sfruttamento del lavoro, quello della classe operaia, il Padrone che sfrutta i poveri, e bla bla bla e bla bla bla, e le Pari Opportunità non c’entrano più nulla, come non c'entrano più nulla le discriminazioni di genere. 

Nei lavori pesanti, quelli in cui si muore davvero e a morire sono gli uomini, secondo i siti parafemministoidi di questo tipo, non ha senso parlare di discriminazione di genere: gli uomini non sono mai discriminati. Però continuano a morire solo loro.

Al massimo, questi siti ti rispondono che le donne sono maggiormente vittime di incidenti domestici e/o legati al lavoro domestico, ma di fronte all’obiezione che nel lavoro domestico non c'è un datore di lavoro che ti sfrutta o che ti costringe a non avere condizioni di sicurezza, e che comunque le condizioni di sicurezza nel lavoro casalingo te le puoi in larghissima misura autodeterminare, ripartono dall’altra parte della forbice, dicendo che il problema è nello sfruttamento da parte dell’uomo sulla donna, che la discriminazione non c'entra niente, e via di seguito: e così, spezzettando il circuito logico ed esplicativo (il maschilista sfruttatore è in questo caso tale in casa, ma quello che muore nei cantieri o nelle miniere, o si cuoce per strada non è più un maschio ma uno sfruttato dal sistema), si rigenera il gioco delle tre carte.

Che (parere di chi scrive) permette ad un discorso apparentemente libertario, moderno e progressista, di nascondere quanto sia in realtà retrivamente razzista, di destra classista, e totalmente illiberale. 

Veniamo allora all’attualità. 
Al momento, questi blog hanno un grande problema: le vicende della associazione Hansel e Gretel. 
Un film premonitore
Clicca qui per la scheda! 
Alcuni operatori di questa associazione sono stati arrestati -attenzione: parliamo di professionisti ancora in attesa di giudizio- per i fatti di cui parlano tutti i giornali, e anche in un precedente articolo di questo blog.

Premesso dunque che chi non è stato dichiarato colpevole è al momento del tutto innocente, veniamo al punto nodale. Per questi blog, il punto nodale è che qualcuno di questi operatori arrestati (e in attesa di giudizio) si è più volte espresso contro “i sostenitori” dell’Alienazione Parentale, quelli cioè accusati di seguire l’apologeta della pedofilia Gardner (falso), e di voler coprire con tale menzogna i propri abusi, e cioè la violenza alle donne e ai bambini di cui sono accusati e da cui si difendono invocando appunto l'Alienazione Parentale.

Detto da un tale attualmente agli arresti domiciliari perché  accusato di aver “alterato lo stato psicologico ed emotivo attraverso modalità suggestive e suggerenti con la voluta formulazione di domande sul tema dell’abuso sessuale”  per “convincere la minore dell’avvenuta commissione dei citati abusi”, la questione è un tantino inquietante.

Qualcuno potrebbe infatti pensare che questa posizione ideologica serviva, almeno in qualche caso o comunque come premessa teorica da divulgare, a creare un obiettivo contro cui aizzare l’attenzione pubblica per coprire quanto invece accadeva nei loro studi e, comunque, precostituirsi un’arma di difesa per rispondere alle contestazioni dei genitori cui, per abusi mai commessi, venivano tolti ai figli.

Detto in altri termini, fa cioè pensare che proprio chi sarebbe stato “beccato” a inventarsi falsi abusi per rubare bambini ai genitori, era poi lo stesso che accusava i genitori pretesamente abusanti di utilizzare l’Alienazione Parentale per coprire i propri abusi. Potrebbe essere anche definita -e si ricorda: sono tutte illazioni- come una operazione di influenzamento. Un'operazione di "influenzamento" (che in realtà è una tipica azione da servizi segreti), mira a creare un'opinione pubblica favorevole ai propri interessi.
D'altra parte, chi sta commettendo un reato del genere (caso per adesso non dimostrato: si ricorda che tutti gli indagati sono innocenti fino a prova contraria), ha tutto l’interesse a creare una cultura in cui tutto quello che si oppone ai suoi intenti deve apparire come un'operazione turpe e malvagia (che è esattamente come vengono descritti coloro che ritengono l'Alienazione Parentale un fenomeno reale e non un modo per difendersi perché scoperti pedofili).  

Chiariamo di nuovo: queste sono comunque e ovviamente solo illazioni, che nel caso andrebbero comunque verificate, perché avere una posizione ideologica o professionale su un fenomeno (l'Alienazione Parentale) non significa certo aver dimostrato la propria colpevolezza in altro campo (quello dell’aver operato per costringere dei bambini ad accusare i propri genitori per poterli dare in affido a propri conoscenti o curarli nel proprio studio). 
   
Quello che però è interessante è la posizione di questi blog femministi, che appena udita la notizia di questi arresti si sono precipitati a chiarire il proprio pensiero e le proprie posizioni.

Ovviamente prendendo le distanze, chiarendo, specificando che loro sono contro queste torture, che bisogna andare a fondo, eccetera eccetera eccetera.

Però spendendosi soprattutto su un particolare: non dimentichiamo il femminicidio! Per carità!
E nemmeno i “veri” abusi sui minori. O le altre violenze su donne e bambini!

Qual è, cioè, la paura di queste profonde pensaiole?

Che questa vicenda della associazione “Hansel e Gretel” faccia dimenticare la violenza alle donne e ai bambini, e/o che la gente inizi a pensare che siano dei bluff. Che coprano appunto altre magagne e altre violenze.

Ovvio che non è così, e ce ne guarderemmo bene dal pensarlo. Il fatto che abbiano -forse!- beccato uno che -forse!- costringeva i bambini a produrre false testimonianze di abusi sessuali mai avvenuti, non implica certo che tutti gli abusi sessuali e le violenze denunciati siano falsi.

Gli articoli in questione dimostrano però un altro punto, quello da cui siamo partiti. E cioè che si gioca sempre al gioco delle tre carte, in questi blog, perché a dover trionfare sono sempre gli assunti  -indimostrati e indimostrabili- di chi scrive, secondo i quali il vero problema è che ci si possa dimenticare della violenza sulle donne e i bambini, problema che deve essere di fatto anteposto al resto. 

Anzi: invece di chiedersi se -dopo quanto accaduto a Reggio Emilia non sia tutto il sistema di affido dei minori, e di valutazioni delle adeguatezze genitoriali a dover esser messo in crisi- le pensaiole di questo tipo cercano di correre ai ripari e intimare che, comunque, bisogna continuare a pensare al maschio come colpevole: quando è invece vero che semmai è il “genitore”  in quanto tale ad essere violato costantemente da un sistema che si è di fatto dimostrato abusante e comunque facilmente manipolabile e utilizzabile proprio nel suo volersi porre a tutela dei minori.

Detto in altri termini, la vicenda in questione dimostra che ancora una volta il problema è colpevolizzare il mondo maschile sempre e comunque, senza andare ad analizzare mai il problema nella sua reale, o quanto meno possibile, vera genesi.

Ci ha scritto infatti un signore, che lamenta come abbia più volte cercato di scrivere la sua su uno di questi blog, e come il suo scritto sia stato sempre censurato.
I suoi interventi erano rivolti ai casi in cui a madri che avevano denunciato episodi di violenza e di sopraffazioni verso sé stesse ed i figli da parte dei propri partner, fossero stati tolti, quasi come per punirle delle denunce, i bambini.

Le tesi del signore non erano e non sono del tutto peregrine: se non si entra nel vivo di queste vicende, sostiene lui, non possiamo escludere che madri del genere siano da considerarsi non adeguate proprio perché abbiano portato avanti convivenza e gravidanza nonostante avessero chiari segni di avere a che fare con un partner problematico e violento.

E questo è un punto fondamentale, perché la cosiddetta “collusione” nelle coppie è un problema serio e gravissimo, e se da un punto di vista penale, per così dire, non può certo essere presa in considerazione, per quanto riguarda le problematiche psicologiche -soprattutto quelle legate ai problemi di adeguatezza genitoriale- bisogna affrontare le cose con presupposti diversi. E uno di questi punti è chiedersi se una madre che ha scelto di fare un figlio con un soggetto violento, non abbia dimostrato da subito di non riuscire a tenere nella giusta considerazione il futuro del proprio figlio.

Sicuramente questo discorso può essere gravemente frainteso, ed è bene farlo specificando chiaramente i contorni del problema e di ciò che si vuol dire, ma è comunque un discorso che può, e forse deve, esser fatto. 

Dunque, sia chiaro: non stiamo assolutamente dicendo che una donna che si lega ad un uomo violento debba per questo subire la violenza di questi, o essere punita per averlo lasciato.

Però si deve seriamente prendere in considerazione quanto questo comportamento possa discendere da problematiche psicologiche irrisolte che possono in qualche modo riflettersi sulla adeguatezza genitoriale della donna.

Il punto è che ci sono molte -forse moltissime- donne che allacciano relazioni con uomini violenti, e le portano avanti sperando che con il tempo loro riescano a cambiare quel “lui” così problematico,  o che ci riesca una gravidanza.

Sono le donne che passano anni e anni a cercare di "cambiare" questo lui "violento", e che solo dopo si scoprono -o anche "diventano"- vittime, o che si accorgono solo dopo anni, o dopo la nascita di un figlio, che l'uomo che hanno avuto accanto per anni e che hanno scelto come padre dei loro figli, non ha nessuna adeguatezza genitoriale.

Premesso che non si sta qui -assolutamente- dicendo che questa sia una colpa (anzi: è un esser vittime), occorre però riflettere se un comportamento del genere non implichi, in qualche caso, un problema psicologico che comporti -o possa esitare in- una scadente adeguatezza genitoriale. Chi tutela un minore da una madre che ha portato avanti a tutti i costi una storia violenta, e non è stata capace di interromperla?

Occorre qui riflettere su due punti. 
1) Un bambino -un figlio- deve essere “pensato” solo come un diritto della madre?
2) È possibile che l’unica alternativa che si concepisca in questi casi si fondi sull’assioma: “le tolgono il figlio = le danno una punizione”?

Perché rispondere “si” a queste domande implica un ruolo onnipotenziale della madre, che vede nel figlio solo un “suo” diritto, e che individua nel figlio un premio o una punizione per sé, e non il suo essere una persona che mette al mondo un individuo con precisi diritti al proprio esistere. 

Quante sono le donne che diventano vittime perché sperano sino all’ultimo di riuscire a cambiare il partner violento che hanno accanto? Sicuramente sono delle vittime, sicuramente non sono delle colpevoli, ma altrettanto sicuramente potrebbero essere portatrici di problemi psicologici assolutamente profondi e in grado di mettere a rischio la vita del figlio. 

Si ripete: non stiamo dicendo qui che si tratti di una colpa. Stiamo parlando di quello che consideriamo un possibile sintomo di un possibile disagio. Ma se questo implica un rischio per il minore, possiamo cavarcela dicendo che siccome la madre non è colpevole, allora ha diritto a restare con il figlio?

Ed il diritto del figlio di avere un futuro protetto, è considerato, in questa ipotesi?

Ecco: quando si va a fare questi discorsi in questi siti nei quali l'Alienazione Parentale è sempre considerata un trucco per difendersi dalle accuse di pedofilia, e l’unico problema a cui si pensa in casi come questo di Hansel e Gretel è che non ci si dimentichi delle “vere” violenze a donne e bambini (come se quelle descritte nei capi d’accusa fossero “false” e non meritassero preoccupazioni), o si viene censurati, o -se va bene- ti dicono che il problema è tutto dall'altra parte e -ovviamente- hai sbagliato tutto, perché sei maschio, maschilista, e dunque cattivo.

Amen, Rob


Beeep

29 giugno 2019

UN ARTICOLO DI CLAUDIO FOTI "CONTRO LA CULTURA PATRIARCALE E CONTRO L’ADULTOCENTRISMO CHE OPPRIMONO DONNE E BAMBINI"

Claudio Foti è attualmente agli arresti domiciliari perché  accusato di aver “alterato lo stato psicologico ed emotivo attraverso modalità suggestive e suggerenti con la voluta formulazione di domande sul tema dell’abuso sessuale”  e in questo modo “convinceva la minore dell’avvenuta commissione dei citati abusi” 

(da https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/28/affidamenti-illeciti-di-minori-dai-master-al-centro-contro-gli-abusi-le-attivita-della-onlus-sotto-accusa/5286794/)

ALTRI: 
https://www.nextquotidiano.it/hansel-e-gretel-bibbiano-onlus-bambini-lavaggio-del-cervello/

https://www.huffingtonpost.it/entry/sventato-un-secondo-caso-veleno_it_5d149e12e4b0e455603862d1

https://www.corriere.it/cronache/19_giugno_28/facciamo-funerale-papale-frasi-choc-bimbi-affido-df767d32-99e3-11e9-8b1c-f8f873f23524.shtml

https://www.lastampa.it/2019/06/28/cronaca/bufera-giudiziaria-su-claudio-foti-io-vittima-di-una-persecuzione-ho-sempre-difeso-i-bambini-MqhdfIFLY6lESILGjdpOPL/premium.html

https://it.businessinsider.com/falsi-abusi-sui-bimbi-18-psicologi-arrestati-gli-stessi-dellinchiesta-veleno-trincia-felice-di-aver-aiutato-a-fermare-la-banda-di-torturatori/

Ecco i primi due paragrafi del suo articolo. Notare come sia proprio il Foti a parlare della pretesa di "bigenitorialità" da parte di "padri violenti": 

Cosa c’è dietro la violenza fisica e psicologica dei genitori sui figli? Cosa c’è dietro le punizioni sadiche, dietro la “pedagogia nera” che con la scusa di educare mortifica il bambino? Cosa c’è dietro le imposizioni educative che impongono la rinuncia alla vitalità e alla spontaneità dell’infanzia, che costringono il bambino a rinnegare i propri bisogni profondi per piegarsi al potere adultocentrico, all’adattamento forzoso sul piano scolastico, culturale, sociale? Cosa c’è dietro la logica perversa che trasforma l’altra persona in cosa, in oggetto di potere e di piacere da usare per la propria eccitazione sessuale esaltata dal dominio?   Cosa c’è dietro la violenza dell’adulto contro il bambino, dell’uomo contro l’uomo? Non c’è certamente la cultura e la sensibilità delle donne! C’è piuttosto la cultura patriarcale, che si trapassa da millenni di generazione in generazione che produce schiavi, che domina le donne e tende a riprodurre i bambini ad immagine e somiglianza del modello patriarcale stesso. Un modello che disprezza i sentimenti e la fragilità, che esalta la forza e l’apparenza sociale, che impedisce alle persone – maschi compresi – di interagire nel rispetto della persone e nel rispetto delle emozioni…

La cultura patriarcale è quella che esalta il diritto alla bigenitorialità, come diritto sacrosanto non già radicato nei bisogni del bambino, bensì radicato nella pretesa di padre anche violenti, che non vogliono conquistarsi sul campo l’affetto e il riconoscimento dei figli, ma che lo esigono sulla base dello scontro legale. La cultura patriarcale è quella che porta a scandalizzarsi per gli episodi di femminicidio, ma che poi chiude non solo un occhio, ma anche due sulla massiccia e quotidiana violenza sulle donne, da cui scaturiscono poi quegli episodi estremi di violenza distruttiva ed omicida.


Tutto l'articolo a questo indirizzo:

http://www.cshg.it/8-marzo-contro-la-cultura-patriarcale-e-contro-ladultocentrismo-che-opprimono-donne-e-bambini-di-claudio-foti.html