19 luglio 2012

La 27 ora?
Allora è proprio ora di andare a dormire...!

dal Corriere.it















Basta considerare l'ennesima considerazione totalmente avulsa dalla realtà, comparsa oggi sotto forma di disperato e lagnoso intervento firmato Marta Serafini. Intitolato (l'americanismo dà sempre sostanza a ciò che sostanza forse non ha proprio): "Videogame e sexual harassment. Perché le giocatrici non si ribellano?"
Nel quale la Marta piange sul fatto che le videogiocatrici online, quelle che alla Playstetion giocano giochi anche violentissimi e pieni di morti, sangue, omicidi, stragi, eccetera, vengono insultate dai maschi e non si ribellano.
Dice lei...
Ma basta leggere, per piangere davvero: il post è quello fotografato qui sopra. Cliccare su qui e prepararsi a ridere.

Scoprirete come la Marta Serafini non sappia ricordare -né tanto meno ricordarsi- che il bullismo è sì in aumento.
Ma quello rosa.
Perché sono le adolescenti violente ad esser sempre più numerose.
Altro che giochi online. Quelle menano davvero. Aggrediscono, fanno male.
Ma Marta se ne dimentica e fa la lagna su come le ragazzine verrebbero insultate quando giocano alla Playstation.
Come se anche loro (leggete i commenti degli intervenuti) non insultassero.

E così, nel suo razzismo di genere, la Marta si dimentica che se c'è un comportamento criminale in ascesa è proprio quello delle ragazze adolescenti e bulle.
Ecco, qua sotto, il link verso un articolo che ne parla. La dr.ssa Serafini può leggerlo e prenderne appunti.
E nel caso citarlo nel prossimo articolo. Onestà intellettuale permettendo.
Il finale di questo sul preteso harassment da Playstation è infatti uno stupendo esempio di mistificazione.


Perché le giocatrici non si arrabbiano e non fanno fronte comune per mettere fine a questa abitudine terribile? Gli insulti online sono davvero “normali”?



Si chiede infatti la Marta Serafini.
Creando quella che è una classica "illusione di alternative": il problema non è infatti se questi insulti siano o no normali. Perché molto probabilmente esprimono sicuramente un disagio.

Ma quello che non è normale, dottoressa Serafini -meglio: che non è affatto giusto e nemmeno sano- è attribuire, con violenza e razzismo, questo comportamento ad un genere solo, quello maschile.

27 Ora?
E' ora di andare a dormire, dottoressa!