23 febbraio 2012

Unomattina Storie vere: quando è giusto togliere i bambini alle famiglie?
Una dura messa in crisi dei Tribunali dei Minori e dei Servizi Sociali Unomattina Storie vere: quando è giusto togliere i bambini alle famiglie?
Una dura messa in crisi dei Tribunali dei Minori e dei Servizi Sociali

UNOMATTINA - STORIE VERE
condotto da Georgia Luzi e Savino Zaba, in onda all'interno di Unomattina mercoledì 22 febbraio alle 10.00 su Rai1. 

Varie storie all'inizio, poi le storie di Giuseppe Aversa e Manuel Gronchi, due ragazzi affidati ad una casa famiglia gestita da un uomo che li faceva lavorare in nero quando erano ancora minori, e quella di Massimiliano Camparini e Gilda Fontana a cui il tribunale dei minori ha tolto la figlia.
Interverranno sull'argomento Gaetano Giordano, psicoterapeuta e Medico Legale, Melita Cavallo e Girolamo Coffari del Movimento per l'infanzia





19 febbraio 2012

Alienazione genitoriale: storie di padri abbandonati


Cronache di Provincia - Alienazione genitoriale: storie di padri abbandonati”

Una produzione “AmiciTv”, andata in onda -nel Lazio- su Telepontina (canale 115) e Supernova (canale 14).

Un'ottima trasmissione, ben curata negli interventi e negli inserti video, cui hanno partecipato: il Dott. Gaetano Giordano (del Centro Studi Separazioni e Affido Minori), Fabio Nestola (Stati Generali Giustizia Familiare) Avv. Carlo Ioppoli (Presidente Associazione Nazionale Familiaristi Italiani), e due padri separati, il signor Elio Francesconi ed il signor Cannizzaro

Guarda la trasmissione




Parte I




Parte II



Parte III

30 dicembre 2011

Il nonno non entra nel condiviso



Nel 2002 una donna e un uomo, genitori di due minori, decidono di separarsi avanzando al Tribunale di Roma reciproche richieste di addebito.
Nel procedimento si inserisce, con un ricorso, anche il nonno paterno dichiarando non solo la propria disponibilità ad ottenere in affidamento i due nipoti, ma nello stesso tempo, chiedendo una precisa regolamentazione degli incontri futuri con i minori.

Il nonno in questione si è proposto, dunque, al Giudice come “parte” in causa avente potenziali diritti di tutela sui nipoti.

La Corte ha tuttavia ricusato tale ricorso, sostenendo innanzitutto che “i nonni non possono agire nel giudizio di separazione per regolare il loro diritto di visita con i nipoti”.

Il diritto dei minori, figli di coniugi separati, prevede la conservazione e la tutela dei rapporti significativi con i parenti di ciascun ramo genitoriale, al fine di promuovere la crescita serena ed equilibrata dei bambini.
Tuttavia la Corte in questione ha messo in evidenza che il ruolo dei parenti prossimi non può incidere sulla natura e sull’oggetto dei giudizi di separazione, di divorzio e sulle posizioni e i diritti delle parti coinvolte ed ancora che “l’intervento dei nonni o di altri familiari, non può sostenere le ragioni di una delle parti, in maniera tale da costituire un intervento “ad adiuvandum” ai sensi dell’articolo 105, comma secondo”.
(Sentenza 28902, sezione Prima, del 27/12/2011)

In sintesi con questa sentenza la Corte ribadisce che i genitori dei minori sono gli unici soggetti aventi diritto di esercitare la richiesta di affidamento congiunto, non riconoscendo così il ruolo basilare dei nonni per la crescita serena e stabile dei bambini, soprattutto nel momento in cui questi ultimi si ritrovano stretti nella morsa di gravi dispute genitoriali.
La speranza per il futuro è che le tematiche del diritto di famiglia e dei minori possano progressivamente accogliere ed integrare gli aspetti di natura psicologica su cui si fonda lo sviluppo del bambino: i nonni sono una parte fondamentale nella vita di un bambino, perché regalano stabilità e serenità alla vita dei figli dei propri figli. Questo è un dato ormai acclarato da ogni corpus di conoscenza psicologica, e nella nostra opinione l'attuale orientamento della Cassazione in tema di partecipazione dei nonni alla vita dei figli dovrebbe essere rivisto: dire che un nonno di per sé non ha motivo di esistere nella vita di un nipote, è forse davvero un po' troppo in contraddizione con tutto quello che si sa e si sente circa le necessità dei nostri figli.

Dr.ssa Benedetta Rinaldi - Dr. Gaetano Giordano

22 dicembre 2011

Arrestato il direttore de "Il Forteto". Il TdM di Firenze gli affidava i nostri figli

Rodolfo Fiesoli. Gli affidereste vostro figlio?
Voi no, il Tribunale dei Minori si


L’arresto del direttore della comunità “Il Forteto”.
La prima condanna avvenne nel 1985.
I Servizi Sociali hanno continuato ad affidargli i bambini sino al 2008.
Nel supremo interesse di chi?

Nel 1998 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo riceve la richiesta di ricorso contro l’Italia, e in particolare contro l’operato del Tribunale dei minori di Firenze, da parte di due madri con doppia cittadinanza, italiana e belga.
Entrambe le donne avevano subito la decisione del Tribunale per i minorenni di Firenze di interrompere ogni relazione con i rispettivi figli, collocando questi ultimi presso la comunità “Il Forteto”. Le donne, inoltre, avevano denunciato che i bambini subivano all’interno della suddetta comunità trattamenti violenti e inumani, associati ad una scolarizzazione pressoché inesistente.
Dall’indagine della Corte europea è emerso che “Il Forteto” fu oggetto, alla fine degli anni ’70, di una inchiesta penale in relazione a tre dei suoi fondatori, per supposti atti di zoofilia e pedofilia commessi all’interno della cooperativa. Due di queste persone, in particolare il Direttore Rodolfo Fiesoli e il suo socio Luigi Goffredi, furono arrestate, poi rimesse in libertà con rinvio a giudizio.


Il 3 gennaio 1985 la corte di appello di Firenze condannò i due imputati per maltrattamenti e abusi sessuali su persone accolte nella comunità.
In particolare emerse un’istigazione da parte dei suoi responsabili alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano affidati loro e i loro genitori biologici (come nel caso delle due madri in questione) e altri gravissimi capi di imputazione:
- entrambi per avere maltrattato una ragazza handicappata di diciotto anni che aveva soggiornato per qualche giorno nella comunità, picchiandola più volte al giorno, insultandola anche in presenza di altre persone, impedendole di comunicare con l’esterno, umiliandola a causa delle sue caratteristiche fisiche;
- Rodolfo Fiesoli risultò avere abusato sessualmente (atti di libidine violenti) di due handicappati mentali di sesso maschile, in una occasione in presenza di un tredicenne.
Fiesoli fu condannato ad una pena di due anni di reclusione e Luigi Goffredi ad una pena di dieci mesi di reclusione, ottenendo ancora la condizionale e la sospensione dell’interdizione dai pubblici uffici. Risultò inoltre che si fossero avvalsi di falsi titoli di studio come psicologi (reato per il quale furono purtroppo amnistiati).
Nonostante questi gravissimi capi di imputazione - con conseguenti condanne - nel 1997 Fiesoli risultava ancora a capo della comunità e, cosa ancora più grave, i servizi sociali competenti continuavano a raccomandare al tribunale per i minorenni di Firenze “Il Forteto” quale luogo idoneo per la collocazione di minori allontanati dalle famiglie di origine.


In base ad una sentenza del 13 luglio del 2000 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per l'affidamento a Il Forteto dei bambini, sostenendo che le madri avevano subito un grave danno morale a causa dell’assenza di spiegazioni riguardanti la scelta delle autorità di collocare i bambini presso “Il Forteto”, e inoltre per gli ostacoli al riallacciamento dei rapporti derivante dal comportamento delle persone che avevano l’affidamento dei bambini all’interno della struttura in questione. La Corte ha deliberato inoltre che anche i bambini avevano subito un danno personale considerando il rischio crescente di una rottura irreversibile dei legami con le rispettive madri, comminando una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali.
(Fonte: http://www.dirittiuomo.it/Corte%20Europea/Italia/2002/Scozzari.htm).

Dopo essere uscito di prigione Rodolfo Fiesoli è tornato a dirigere la comunità “Il Forteto” che ha continuato ad ospitare, su mandato del Tribunale di Firenze, minori e persone in difficoltà.

Nel 2002 l'eurodeputata di An Cristina Muscardini avanzò un'interrogazione alla Commissione parlamentare chiedendo “l'allontanamento immediato di tutti i minori presenti nella struttura e la cancellazione de Il Forteto quale centro di riferimento per la commissione per l'infanzia”, tuttavia la Commissione incredibilmente si dichiarò non competente.
Nonostante tutti questi gravissimi fatti emersi, che sono stati peraltro giudicati idonei a condannare l’Italia per violazione dei diritti dell’uomo, solo a partire dal 2009 il Tribunale di Firenze non ha più affidato nessun minore alla comunità.
E’ infine cronaca di pochi giorni fa: Rodolfo Fiesoli, il 20 dicembre 2011, tutt’ora a capo della comunità “Il Forteto”, nonostante i terribili reati sopra citati, è stato nuovamente arrestato dalla procura di Firenze con l’accusa di violenza sessuale e maltrattamenti.
Com’è possibile che un Tribunale italiano abbia potuto per tutti questi anni continuare a inviare persone e minori in difficoltà – e soprattutto nonostante le sentenze e le condanne della Corte europea - con un personaggio gravemente deviante come il Fiesoli?

E' evidente un dato: il Tribunale dei Minori non svolge alcun controllo sulle consulenze svolte dai Servizi Sociali e se lo dovessimo considerare alla stregua di un genitore dovremmo revocargli immediatamente la potestà genitoriale con la stessa facilità e velocità con cui il Tribunale dei Minori la revoca ai genitori oggetto delle proprie attenzioni.
I giudici che hanno inviato i minori a “Il Forteto” nonostante le condanne penali e quelle in sede europea, e i Servizi Sociali che hanno consigliato la struttura, hanno mai pagato per le loro eventuali responsabilità?
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