26 maggio 2019

IL MOBBING GENITORIALE? ECCO UNO DEI POSSIBILI RISULTATI

Non è raro che le violenze ad un figlio di separati sono opera del nuovo partner della madre, soprattutto quando il padre è mobbizzato e non può avere contatti con il figlio.


Il rapporto con il padre biologico è una garanzia per il figlio.
Da far annotare a chi sostiene che il concetto di Alienazione Parentale serve esclusivamente a nascondere le colpe dei padri violenti.

In questo caso primeggiano, come al solito, gli ineffabili assistenti sociali, che avevano consigliato alla madre di tenere il figlio lontano dal padre biologico:

"A un certo punto della nostra storia" si legge nell'articolo di Repubblica.it linkato qui in basso "Gaia ha iniziato a dirmi che gli assistenti sociali le avevano consigliato di allontanarsi da me, perché ero una persona con qualche precedente e cose di questo tipo. Anche la famiglia di lei è sempre stata contraria alla nostra storia. Alla fine ci siamo lasciati ma continuavamo a frequentarci".


URGE UNA LEGGE CONTRO IL MOBBING GENITORIALE

13 maggio 2019

IN TEMA DI ALIENAZIONE GENITORIALE
BISOGNA DIRE CHE...

...Ci sono siti e blog in cui circolano bande di deliranti.


Basta guardare quelli "specializzati"!

P.S.: AVVISO AI NAVIGANTI:
partecipare a certi forum e controbattere a certe assurdità, è realmente demenziale. Fatevene una ragione anche voi

06 maggio 2019

NESSUNA (PARI) OPPORTUNITA' PER CHI CERCA ...LA BIG CHIP?

Il servizio andato in onda a “Le Iene” ieri, 5 maggio 2019, è quanto mai emblematico degli stereotipi del politically correct di adesso.

Il servizio -intitolato: "ALLA RICERCA DEL BIG BAMBOO"- riguarda due attempate signore che vanno in Africa. A fare che?

Turismo sessuale, a giudicare da quello che si vede: incontrano dei baldi, aitanti, poveri giovani negri (basta vedere dove vivono), e intrecciano con loro una soddisfacente avventura sessuale.

Non si vede uno scambio di denaro, ma la descrizione del contesto fa capire molto bene come nel villaggio ove vivono i due ragazzi, ci sia una moltitudine di loro coetanei -e non- che si dedicano a intrecciare relazioni con anziane turiste di ogni nazione, e che questo non avviene certo per generosità degli individui di sesso maschile.
Si assiste però ad una contrattazione in termini economici (che, a rigor di logica, non necessariamente ha avuto un seguito), che lo stesso articolo riporta:

Arrivate in spiaggia arriva il comitato di accoglienza. E già Erika dà il suo numero di telefono a Baloo. Ma anche Erminia non perde tempo e trova la sua preda. Qui tutti parlano la nostra lingua. I ragazzi pattugliano la spiaggia proponendosi come guide turistiche a 360 gradi, offrendo alle signore anche servizi extra. Quali?

“Scopare”, dicono senza tanti giri di parole. Le tariffe? “200/300 a volta”, ci racconta uno di loro, che fiero ammette: “Vado avanti anche 45 minuti!”. 

Il tono dell'inviato de Le Iene è quanto mai sorridente, benevolente, affettuoso verso le due dame, il cui viso e le cui vicissitudini vengono mostrati senza filtro alcuno.

Il titolo del servizio riassume comunque molto bene l'impostazione data a tutto il filmato: si parla di turismo romantico. Non certo di turismo sessuale.

Nessun cenno alla necessità di tutela sanitaria da parte delle due signore, anche se nel villaggio dei due ragazzi -dove le due signore vanno- la percentuale di sieropositivi è veramente alta.

Anzi: viene mostrato con un certo apprezzamento come l'impegno dei ragazzi con le turiste anziane sia una risorsa economica per le loro poverissime famiglie...
Domanda: perché il programma in questione non mette in piedi un identico servizio, con identica benevolenza, ovvio, relativamente ad anziani signori in cerca di prostitute in paesi in condizioni disagiate?

Un servizio come questo qui linkato è al momento impensabile se riferito ad una ...utenza maschile.

Diritto al Big Bamboo SI / diritto alla Big Chip NO?
Le donne che vanno in cerca di accompagnatori a pagamento sono turiste romantiche e i maschi che vanno in cerca di prostitute di realtà disagiate sono predatori e sfruttatori sessuali?


https://www.iene.mediaset.it/2019/news/turismo-romantico-kenya-sessuale_407475.shtml


05 aprile 2019

SIAMO TUTTI SALVINIANI O INTEGRALISTI?

Un ottimo spunto, questo, che riprende l'articolo di di Mattia Feltri, "Siamo tutti salviniani", cui risponde Myrta Merlino.
L'articolo di Feltri si occupa delle (scomposte) reazioni di gran parte dell'opinione pubblica ai sedici anni inflitti all’uxoricida di Genova, considerati una vergognosa bazzecola senza che nessuno abbia nemmeno approfondito di quale grado di giudizio si parlasse e in che senso gli avessero... dimezzato la pena.
Ovviamente Myrta Merlino non è d'accordo, e invoca il ritorno del machismo come -usuale, ormai- spiegazione della cosa.
Ma Feltri risponde: e bene.
Feltri in: 
http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/femminicidi-siamo-tutti-salviniani

Myrta Merlino risponde (con controreplica di Feltri):  http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/femminicidi-le-parole-dei-giudici-fanno-male-a-noi-donne


31 marzo 2019

SE FAI IL CATTIVO CHIAMO PAPA'

"Se fai il cattivo chiamo papà…!"


Quante volte abbiamo sentito dire questa frase, e quante volte abbiamo visto il papà arrivare prontamente, orgoglioso di essere lui il "forte" della famiglia, tutto e possente ingrugnito a punire il bambino per conto della mamma, producendosi in rimproveri minacciosi e qualche doloroso scappellotto, fino a che, magari, il bambino non piange disperato ed è la mamma buona e amorevole a soccorrerlo, facendo notare all’uomo che ha esagerato?La scena è assolutamente molto comune, e la maggior parte di noi sicuramente ne saranno stati protagonisti se uomini (uomini? O ancora bambini anch’essi?) nelle vesti del papà, accorso a fare il poliziotto duro e manesco, ligio al dovere (e agli ordini della mamma), o nel caso di signore, nelle vesti della mamma che per ottenere giustizia chiama il maschio che ha a disposizione. 


Quale pensate che sia il risultato nella mente del bambino?


Beh, non bisogna essere grandi psicologi per capire che a questo punto per lui il papà sarà il genitore minaccioso, quello che usa le mani e lo spavento per imporre giustizia e comportamenti “normalizzati”, quelli che stanno bene alla mamma, mentre la mamma sarà il genitore affettuoso, severo ma mai manesco, e spesso talmente comprensivo da dire: "Per questa volta non dico niente a papà quando torna… Se non sapete cosa fa lui!".


Se poi qualcuno si azzarda a dire che è così, o meglio: anche così, che si trasmette nelle famiglie, e dunque anche nella nostra cultura, l'immagine del padre violento e della mamma buona, magari un sacco di gente ci si arrabbia e comincia a dire che siamo maschilisti, violenti, prevaricatori. Perché è vero che i papà sono quelli violenti, che usano le mani, e se lo fanno con i bambini lo fanno anche con le mamme. Sarò malvagio, e maschilista, ma secondo me lo dicono proprio perché queste favolette infantili devono proseguire fino il fondo e, soprattutto, senza dire che sono favolette. 


Perché, parliamoci chiaro: se è la mamma che deve avvertire il papà, ed il papà è l’esecutore poliziesco che si attiva e comincia a picchiare quando lo chiama la mamma, questa è un'autorità superiore, ma anche una autorità che non si sporca le mani con la violenza: ma la fa usare ad altri per conto proprio, forse la violenza ai figli la fa vedere il padre, ma è la madre che la spinge e la invoca.


Il che implica che nella maggior parte delle famiglie italiane, ma forse anche mondiali, il messaggio che passa è proprio questo: il papà è quello violento, quello che usa le mani per imporre il silenzio e i comportamenti a modo, quelli che non piacciono alla mamma.


Mamma è invece quella buona e caritatevole, e talmente affettuosa da far intervenire solo quando non può farne a meno il "poliziotto" cattivo, sempre di turno e praticamente sempre alle sue dipendenze. 


Il che significa un’equazione terrificante, che si sta trasferendo di generazione in generazione nella nostra cultura anche -e forse soprattutto- grazie a questi modelli: che a noi sembrano banali, banali, banali, ma che invece contengono tonnellate e tonnellate di stereotipi, di modelli autoreferenziali e ripetitivi, di incitamento a vedere le cose -e, ahimè: soprattutto le persone- a senso unico.


Si dice che i femminicidi sono tantissimi, e gli uomini uccisi dalle donne sono molti meno.


Sicuramente le cifre attuali dicono questo, anche se tra i femminicidi non contano le donne uccise per gelosia da altre donne (sarà perché le donne uccise per gelosia da altre donne sono meno donne?). Ma contate quanti sono gli uomini uccisi da altri uomini spinti alla violenza dalle proprie donne. E magari, se siete in vena di sociologismi vari, andate a vedere qual è nelle organizzazioni mafiose il ruolo delle donne organiche alla cosca. In basso alcuni link, giusto per parlare di violenza, e di trasmissione dei modelli di violenza.


Un consiglio però ai papà bisogna darlo.


La prossima volta che la mamma dei vostri figli vi chiama a fare il giustiziere spietato, quello che rimette a posto le cose con le maniere forti, la paura, il dolore, lo schiaffone o la spinta, non sentitevi forti accorrendo e usando le mani. 


Quella è la mamma che è dentro di voi e che sta solleticando il vostro “Ego” di bambinoni in cerca di approvazione e apprezzamenti da bambinone.


Rifiutatevi di essere i poliziotti cattivi di uno stile violento, di cui poi vi accuseranno. 


E se vedete una mamma che per strada o al supermercato urla contro il figlio per paralizzarlo, terrorizzarlo, spaventarlo, fermatele con gentilezza, e spiegate loro che è così che poi avremo maschi violenti, da criminalizzare per un comportamento che non solo i padri possono aver insegnato loro. 


Spiegate alle mamme che le minacce e la violenza fanno male ai bambini quanto alle donne. 


Rifiutatevi, cioè, di mandare avanti una favola nera nella quale i papà sono tutti orchi.


03 marzo 2019

ERA ORA! LE FALSE ACCUSE DI VIOLENZA DEVONO ESSERE RISARCITE!

DAL SITO DELL'ANSA:
Johnny Depp ha fatto causa all'ex moglie, la star di "Aquaman" Amber Heard, per diffamazione quasi tre anni dopo la fine del loro matrimonio. Il divo di "Pirati dei Caraibi" chiede 50 milioni di dollari di danni. "Non e' vero che lei e' stata vittima di violenza domestica, e' stata semmai lei la responsabile"


http://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/people/2019/03/02/johnny-depp-fa-causa-a-ex-moglie_59e9d119-4fbc-4f07-83a4-8776a1480c49.html

IL DANNO DA PRIVAZIONE PATERNA DEVE ESSERE CONSIDERATO GRAVISSIMO E RISARCITO ADEGUATAMENTE

...chiunque sia a provocarlo.
Un padre che rifiuta di fare il padre crea un danno enorme e probabilmente impagabile


https://www.wittytv.it/ce-posta-per-te/un-senso-di-vuoto/

23 febbraio 2019

LA PAS ARRIVA IN COREA DEL NORD: ANCHE LI’ PER COPRIRE UN SOPRUSO TIRANO FUORI L'ODIO CONTRO IL PADRE

La Corea del Nord un paese patriarcale?
Ma quando mai: come tutte le terre comuniste, ha una dimensione matriarcale dominante: tutti uguali, tutti vestiti allo stesso modo, tutti privi di autonomia e capacità, tutti soggetti passivi dei voleri altrui, tutti oggetti a cui provvede -o non provvede- la stessa entità che li priva di autonomia, identità, libertà.
Una Grande Madre nella sua polarità divorante


Non è un caso che per spiegare l’allontanamento di una figlia dalla famiglia, lo si spieghi con il suo “odio” per il “padre”.

Che ad usare questa spiegazione sia una dittatura, dunque, è qualcosa che non sorprende: avviene anche qui, quando in una famiglia c'è una dittatura.

https://www.quotidiano.net/esteri/figlia-ambasciatore-nordcoreano-1.4455883

17 febbraio 2019

MAMMA GLUTEN E... FATHER FREE RINVIATA A GIUDIZIO SU RICHIESTA DEL POOL ANTIVIOLENZE DI ROMA

La dr.ssa Monteleone è il PM che ha richiesto il rinvio a giudizio.
Dirige il pool antiviolenze della Procura di Roma, ed è in prima linea per la difesa dei soggetti deboli.
Ed è evidente che questa richiesta di rinvio a giudizio ha un significato ben preciso: la mamma non è sempre una mamma.

Dal Corriere.it
https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/19_febbraio_17/bimbo-celiaco-perizia-smentisce-mamma-processo-5a36860e-3222-11e9-852c-5b9cfb7b87c6.shtml

IL CASO
«Il bimbo è celiaco», perizia la smentisce. Mamma a processo
Per anni la donna, 46 anni, ha imposto al figlio una dieta tarata sulla presunta intolleranza alimentare. Ora è accusata di maltrattamenti e il ragazzino, oggi 11enne e che la madre non aveva neanche voluto vaccinare, è stato affidato ai nonni materni
di Giulio De Santis
«Il bimbo è celiaco», perizia la smentisce. Mamma a processo shadow
Mai una fetta di torta. Pizza e piadine eliminate. Via anche gli spaghetti. È la dieta imposta per anni da una mamma al figlio nella convinzione che il piccolo fosse celiaco. Certezza granitica smentita da una perizia del Tribunale, che ha comportato il rinvio a giudizio dell’imputata 46enne con l’accusa di maltrattamenti. Stesso provvedimento nei confronti del suo compagno, un avvocato di 80 anni.
La decisione è successiva al provvedimento con cui il Tribunale per i minori ha dichiarato la decadenza della potestà genitoriale per la signora, stabilendo allo stesso tempo di revocare la sospensione della potestà al papà, assistito dagli avvocati Giuseppe Falvo e Federica Mondani.
All’interno della coppia, separata, i conflitti sono esplosi nel 2012, anno in cui la donna ha cominciato a sollevare dubbi intorno alla presunta celiachia del figlio. Peraltro la signora, convinta no vax, non lo ha fatto vaccinare fino all’anno scorso, quando aveva 11 anni. Ora il ragazzino, dopo essere stato vaccinato, va a scuola in una località della Toscana ed è affidato alle cure dei nonni materni. Che sono costretti, ancora adesso, a barcamenarsi tra trucchi e fandonie con il nipote, pure lui certo di essere celiaco.
La nonna materna ha raccontato ai pm Gabriella Neri ed Elena Fazi: «Mio nipote ormai è convinto di essere celiaco e lo imbroglio dicendogli che fa la dieta voluta dalla mamma». Bugie che l’anziana signora – lodata dalla Corte d’appello per come educa il piccolo - è costretta a dire pure a sua figlia perché «se venisse a saperlo (che il nipote mangia il glutine, ndr), si arrabbierebbe molto».

17 febbraio 2019 | 09:17

da Il Gazzettino

https://www.ilgazzettino.it/italia/cronaca_bianca/roma_alimenti_celiaci_roma-4306002.html

di Adelaide Pierucci
Ha perso la patria potestà del figlio per la fissazione del gluten free. E dopo aver allontanato il padre del piccolo con false accuse, sostenendo che fosse un violento e avvelenasse il figlio col glutine, è finita pure a giudizio con l’accusa di maltrattamenti. Dietro all’ossessione che il bambino, ora dodicenne, fosse celiaco (pur non essendolo) si celava, secondo la procura, la volontà di imporgli un rapporto esclusivo, fusionale, coltivato in maniera alienante, che ha comportato la «negazione della bigenitorialità». L’apertura del processo a carico della donna, una professionista romana di 40 anni, è stato disposta, ieri, su sollecito del procuratore aggiunto Maria Monteleone e i pm Maria Gabriella Fazzi e Elena Neri. La mamma a giudizio per maltrattamenti, per lo più psicologici, nei confronti del figlio, - un caso raro in ambito giudiziario - non sarà sola sul banco degli imputati. Il gip Francesco Patrone ha disposto il giudizio anche per l’ex difensore, l’avvocato Carlo P., a cui è contestata pure la diffamazione: avrebbe perseguitato con raffiche di denunce e offese anche sul web i magistrati, gli specialisti e gli operatori della casa famiglia che si sono occupati del caso o del piccolo. «Un bimbo messo al carcere duro». «È impressionante che, come la madre, il bambino si consideri celiaco pur non essendolo», aveva scritto il tribunale per i minori nel decreto che aveva disposto l’inserimento a Villa Betania. I dieci a scuola, la frequentazione di un circolo sportivo esclusivo, le lezioni private di inglese e di tennis (il piccolo ha giocato anche con Fiorello), la casa in un complesso con piscina, non bastavano, secondo i giudici, ad assicurargli serenità. Il bambino parlava del padre indicandolo come «quello» o lo «stupido», ritenedolo pericoloso in quanto colpevole di proporgli panini e pasta. L’uomo, bersagliato da decine di denunce risultate infondate, assistito dagli avvocati Giuseppe Falvo e Federica Mondani, ora sta seguendo un percorso di riavvicinamento al figlio. 

13 febbraio 2019

L'EROINA ANTI PAS E ANTI VIOLENZA MASCHILE SBEFFEGGIATA DALLE ALTRE FEMMINISTE.
FORSE QUELLE VERE...

Come tutti ben sanno, c'è un blog schiattoso e a cultura a km 0 che vorrebbe ciantarle chiare ai Padri Separati, e alla loro (inesistente) organizzazione internazionale, che a suo dire trama sempre nell'ombra per far trionfare il prepotere e la prepotenza maschile e patriarcale, e opprimere donne e bambini a suon di schieffoni e/o PAS.

Un blog di competenze fai da te, in cui il vero curriculum dello schiattoso che scrivo si impernia irrimediabilmente sulla descrizione di sagre paesane, di eventi a dimensione (forse, e nemmeno) provinciale, e via dicendo.

Coadiuvata da "esperti" sulla cui competenza qualcuno esprime molti dubbi,  questa competente penna (vedasi oltre il curriculum), vocifera sempre contro la PAS, che ritiene -non si sa quanto equivocando in buona fede- strumento della già citata Internazionale dei Padri, volta a opprimere le madri e i bambini e nel caso a difendere loro dalla accusa di pedofilia.

Della cosa abbiamo già parlato qui, e ci ha dato non poche soddisfazioni.

Come si sa la signora ha toni apodittici, sicuri, stentorei nella logica e nella certezza di avere sempre ragione, accompagnata com'è da uno stuolo di supporter che a volte sono più schiattosi della schiattosa.

Per questo ci ha sorpreso leggere, una bella e intelligente sorpresa, ci ha sorpreso leggere, dicevamo, una pagina di critica al rasoio portata contro la schiattosa in questione, e firmata da un gruppo di femministe che sembra avere -per i gusti di chi scrive- intelligenza fulminante e logica al rasoio.

L'articolo è del blog Femminismo a Sud: purtroppo da un po' non ospita più scritti, il che è un dispiacere, perché è una voce intelligentemente fuori da coro, da cui si può dissentire ma che esprime comunque un punto di vista alternativo e creativo rispetto agli stereotipi e al correct cui spesso ci costringono.

Questo tuttavia ci è piaciuto ripescarlo, e lo si propone qui perché fa benissimo il punto contro una critica stereotipata, saccente, e spesso priva di contenuti veri.



LO TROVATE A QUESTO INDIRIZZO (dove è molto più divertente leggerlo, perché ci aggancia altri articoli sul tema e sulla tipa!):




Santa Il Ricciocorno e la “donna vittima in quanto donna”!

Ad accompagnarsi – politicamente – all’indefesso (finché non perisci sotto la sua scure virtuale) Massimo Lizzi (10 articoli, uno di seguito all’altro, tutti contro Maschile Plurale e sono sicura che non abbia finito) c’è la santa Il Ricciocorno che ci illumina, a noi donne tutte, il cammino.

E’ una di quelle blogger che soffrono di empatia e miopia selettiva. Non vede e non critica il sessismo quando ce l’ha alla sua corte, non vede l’omofobia dei gruppi pro/mamme ai quali si accompagna, non vede neppure la violenza che praticano, abitualmente sul web, alcune sue fanatiche supporters, anzi, diciamo che accoglie sul suo blog e sulla sua pagina facebook (e se lo fai notare lei casca dal pero) commenti ingiuriosi di persone che hanno la diffamazione sulla punta dei polpastrelli, commenti livorosi di chi ha rosicamenti di culo per varie ed eventuali problematiche inerenti la psichiatria (lo dico senza stigmatizzazione ma, temo, che in certi casi la psichiatria c’entri). Diciamo che nel gruppo di cui Il Ricciocorno fa parte le rosicanti e squadriste sono, sicuramente malgrado lei, l’arma di punta che sfronda la psiche delle “nemiche” di modo che poi arriva la voce composta della santa. E’ anche possibile che le squadriste, immagino, becchino fior di denunce, per ingiuria, per diffamazione, e le sante ovviamente no. Le sante hanno ampio e legittimo diritto di critica (figuriamoci!) e comunque sono sante e basta.

Santa Ricciocorno è conosciuta perché il suo blog gronda sangue, martirio e sacrificio (materno). E’ la dea dell’indignazione e, soprattutto, è quella che evangelizza il prossimo su come debba essere considerata la “vittima”. A lei piace la vittima, donna, senza se e senza ma. Ed è talmente concentrata nella definizione, puramente scolastica, del concetto di vittima che dimentica come attorno alla vittima si possano realizzare molteplici forme di sciacallaggio. Primo tra tutti quello di chi aumenta l’audience con l’impostazione melodrammatica dei propri articoli. Più scopri le viscere ed esponi lividi e più click avrai. Così funziona il web. Poi c’è la totale incapacità di pensare le vittime al di là della dimensione puramente narcisista e personale, perché se Il Ricciocorno spostasse davvero lo sguardo altrove, invece che cercare continuamente, forse, il riflesso irrisolto di se’, vedrebbe che le vittime non sono solo quelle di cui parla lei o, talvolta, non sono proprio quelle di cui parla lei.

Poi c’è la sua maniera di presentare le donne al mondo. Quello che lei fa è apparecchiare una buona tavola e piazzarci sopra il corpo derelitto di una donna così da solleticare l’ego di maschilisti che aspirano a diventare controllori e protettori di quel corpo. Grazie a quel corpo massacrato lei trae strumentalmente quei vantaggi di chi si pone dietro o a fianco della “vittima”: è vittima lei stessa per effetto translato, è inattaccabile, non può essere soggetta a critiche e, come ha scritto una sua supporter (giuro!), è una santa (cit: che noi non saremmo neanche degne di nominare – LoL), con tutto quel che ne consegue.

Lei segue un copione prestampato, senza un’oncia di creatività e senza la capacità di allontanarsi, neppure per un attimo, dalla definizione di donna in quanto vittima per la sua connotazione biologica. Perché vedi, cara Il Ricciocorno (potrei chiamarti per nome e cognome, ma noi tuteliamo la privacy e non siamo come le fasciste del tuo fan club), se tu dici “donna vittima in quanto donna” hai schiacciato quella donna al ruolo di genere che il patriarcato ha scelto per lei. La donna, vittima da salvare, e l’uomo, il suo salvatore. L’hai praticamente relegata in un angolo di socialmente passiva inattività e mi spiace dirtelo, sinceramente, perché vedo lo sforzo che fai, sicuramente in buona fede, animata da una fervore ideologico che a volte si tramuta in fanatismo ma pazienza, però l’acume si dimostra quando ti allontani dalla narrazione dominante per cercare risposte e non quando ti inserisci nella corrente antiviolenza recitando a memoria parole già scritte. Perché è quello che tu fai. Ripeti parole a memoria. Non ti stacchi mai dalla narrazione dominante. E quella narrazione è funzionale alla cultura patriarcale.

La vittima, credimi, è un’altra cosa. La tua retorica sdegnata e nazional/populista è quella che serve al governo per fare leggi emergenziali in nome delle donne che in realtà non servono alle donne. La tua incapacità di usare una visione critica d’insieme, quando parli di donne, la tua indisponibilità all’ascolto, a volte, ti rende, che tu lo voglia o no, funzionale a logiche repressive, securitarie, più o meno fasciste, senza che tu aiuti a scardinare alcunché. Sei anche pavida, nella tua maniera di praticare militanza virtuale, perché immagini di fare opinione ma in realtà sei una perfettamente allineata che cambia idea, o aggiusta quel che ha da dire, a seconda di quello che dicono persone più autorevoli di te. Finché i centri antiviolenza non hanno scritto, chiaramente, che la legge sul femminicidio fa schifo e che i lividi nell’occhio di una vittima illustrata nelle campagne antiviolenza fanno altrettanto schifo, tu hai segnato con la tua matita rossa i post di quelle, soprattutto una, che dicevano, prima di altre, proprio questo. Perché in realtà sei una conformista, subisci, forse, il fascino della logica istituzionale ed emergenziale, ti piace immaginare che più cadaveri metti sul tuo blog e più le cose andranno meglio e invece no, non è così. Non è così che aiuti le donne.

Piuttosto che cadaveri bisogna mettere senso critico e una rilettura delle narrazioni dominanti che sia autonoma e sganciata dalle logiche che praticamente consegnano le donne in mano a istituzioni e governi affinché questi le usino per legittimarsi. Ma poi sei anche inutilmente competitiva, oltreché complottista (ma questo è tipico del gruppo di cui fai parte), pensi che le persone che scrivono di violenza fuori dai tuoi codici narrativi lo facciano con chissà quali oscuri intenti e, mentre vedi o costruisci mostri ovunque, non ti rendi neppure conto che le persone vogliono solo pensare, liberamente, con lucidità, prendendo distanza, dall’isteria collettiva, dalla logica emergenziale, vogliono pensare con lentezza, su quel che succede, senza dover subire e seguire l’onda dell’emotività.

Il tuo è un linguaggio perfettamente funzionale al sistema. Tu costruisci quel sistema, lo giustifichi, lo garantisci, ti opponi a qualunque dissenso, tu applichi repressione contro il dissenso, e anche se ti piace pensare, e capisco sia brutto sentirselo dire, che la tua lotta sia una vera rivoluzione di rivoluzionario non ha proprio niente. Tu non scardini e non rimetti in discussione niente. Principalmente non rimetti in discussione, politicamente parlando, te. Di più non ho da dirti in risposta al tuo post perché, scusami, ma non ti considero una interlocutrice interessante. Al più, quando e se ti leggo, e capita soltanto quando hai deciso che la tua penna rossa deve passare dalle nostre parti, provo una enorme noia e qualche volta un po’ di tristezza. Quanti bit sprecati per rendere un servizio al patriarcato. Quanta mancanza di creatività e senso critico nel recitare un copione da femminismo addomesticato al volere delle istituzioni. Quanta indignazione pedante e paracula, da personcina compita che manifesta ordinata (attenta all’acconciatura!) e che solleva il sopracciglio e fa la faccia sdegnata per moralizzare le vite altrui. Vuoi farci credere che tu stai nelle barricate ma non ti ci vedo a praticare resistenza, a beccare manganellate e fare a botte con i tutori dell’ordine in nome di un’idea. Perdonami, ma ti vedo più come quella che si accompagna, casomai, ai tutori dell’ordine per chiederne l’intervento per dare addosso all’altra manifestante, quella che parla un linguaggio un po’ più originale del tuo, perché lei non cammina esattamente come cammini tu e non marcia secondo i tuoi parametri di camminamento.

Allora pace. Continua a ritenerti una ribelle anche se sei punto di riferimento di squadriste fanatiche. Quando e se, però, qualcuno ti dice che tu esalti le folle di forcaiole, spendi due neuroni in più per pensarci, perché non è un’accusa, e neppure un insulto, è una critica politica, è tempo speso in uno sforzo di considerazione nei tuoi confronti e non è nemmento detto che lo meriti. Non è scontato che io spenda tempo per dirti queste cose che considero un valido contributo, se ne capirai il valore, ma dubito che apprezzerai quello che ho scritto. In generale, poi, il web è grande, e io sono per la libertà di opinione. Vale anche per te, e però, ti prego, non pensare che questo significhi che tu c’entri qualcosa con i miei interessi.

Cordiali Saluti

La Strega

Ps: mi raccomando, a voi del fun club, di minacciare querele a più non posso, perché Lizzi e Ricciocorno possono criticare chiunque ma noi no, noi non possiamo.

08 febbraio 2019

IL CAZZIATONE AGLI PSICOLOGI ITALIANI DI LINDA NIELSEN, ESPERTA DI AFFIDO CONDIVISO

Linda Nielsen, della Wake Forest University, e grande esperta di affido condiviso (e dell'importanza dei contatti padre-figlio) ha diffidato il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi perché nel documento presentato in Senato contro il DDL 735, avrebbe travisato il suo reale parere.

Leggi qui sotto dal sito FIGLI PER SEMRE:

http://www.figlipersempre.com/res/site39917/res715906_Linda-Nielsen-diffida.pdf?fbclid=IwAR1vaZB_Se2TRZfO_sCvx7laCoU1rfW05exx9Tz5BDfJ-zpn31cyefXP8z8

Il sito di Linda Nielsen:
http://users.wfu.edu/nielsen/


QUELLO CHE PRESA DIRETTA NON HA PRESO NE' IN DIRETTA NE' IN DIFFERITA

E' l'intervista al dr. Vezzetti, pediatra e uno dei più competenti studiosi italiani delle conflittualità genitoriali.Ovviamente a PRESA DIRETTA tutto quello che c'è qui è stato tagliato.Amen

03 febbraio 2019

IL PADRE BIOLOGICO E' LA MIGLIOR TUTELA PER UN BAMBINO

R.I.P. PER IL PICCOLO GIUSEPPE, UCCISO A SETTE ANNI DAL CONVIVENTE DELLA MADREhttps://www.ilmessaggero.it/italia/bimbo_ucciso_cardito_funerali_diretta_ultima_ora-4273199.html

Episodi come questo di Cardito, in cui un bambino di sette anni è stato ucciso dal convivente della madre, confermano l'assunto secondo il quale la presenza del padre biologico rappresenta una tutela maggiore per un bambino, rispetto ai vantaggi che potrebbe dare la presenza nel nucleo familiare di una figura maschile estranea al piccolo.


VEDI, PER TUTTI, CHIARA DI CRISTOFARO NE IL SOLE 24ORE:https://alleyoop.ilsole24ore.com/2017/04/20/la-vita-e-piu-facile-se-si-vive-col-papa-biologico/

La vita è più facile se si vive col papà (biologico)?In una famiglia composta da una madre single con figli, l’arrivo del padre biologico nel nucleo familiare ha effetti positivi per i bambini in termini di salute fisica, psicologica e capacità cognitive. Se però a unirsi alla famiglia è un padre non biologico, per i bambini i benefici sono nettamente inferiori. E’ l’esito di un’ampia ricerca realizzata dalla London School of Economics su oltre 7mila famiglie

Un'altra tragedia provocata da un nuovo partner:
https://www.ilmessaggero.it/roma/news/bambina_22_mesi_picchiata_compagno_madre_ariccia_grave-4299851.html

31 gennaio 2019

UNA PRESA: DIRETTA E VOLUTAMENTE DISINFORMANTE SULLA PAS

A Presa Diretta si è Sparlato di PAS: e ne è venuta fuori una trasmissione (volutamente?) disinformata e disinformante.
Hanno intervistato solo figure di specialisti o avvocati contrari al costrutto di Alienazione Parentale, e quelli che erano favorevoli li hanno intervistati sul DDL Pillon e non sulla Alienazione Parentale, omettendo comunque di chiamare specialisti e avvocati di spessore internazionale.
Nelle dichiarazioni del legale avv. Coffari, ad esempio, la PAS è definita "misogina", e "che odia le donne", e se ne deduce che il concetto di "Alienazione Parentale" si applicherebbe solo alle donne. Il che è falso: padri alienanti ce ne sono, e proprio la Cassazione ne ha condannato uno (5847 dell'8 marzo 2013). Il che esclude che la Cassazione rifiuti il concetto di PAS, come in altri punti si sostiene.
Le citazioni relative a Gardner non sono veritiere, e in trasmissione sono riportate solo frasi in italiano, del tutto avulse dal contesto in cui sono state espresse, e comunque senza citarne la bibliografia. 
Altro punto: l'assenza di riconoscimento della PAS da parte della "Comunità scientifica". Un altro dato non veritiero, perché di bibliografia sulla PAS ce n'è moltissima, e perché, tanto per fare un esempio, pure la SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile) ne ha riconosciuto, nel maggio 2013, la validità.
Altrettanto ingannevole è la citazione del fantomatico "Manuale dei Disturbi Mentali", "libro che raccoglie tutte le malattie psichiatriche riconosciute".
Questo Manuale non esiste affatto: la trasmissione lascia ipotizzare che questo volume sia un manuale universale, e che abbia valore per tutti gli psichiatri, invece è esattamente il contrario: è il DSM, Manuale dei Disordini Mentali della associazione degli psichiatri americani, ed è riconosciuto valido da chi lo ritiene valido. Costituisce un riferimento per un linguaggio in comune tra psichiatri e operatori del settore, ma non è certo determinante. Oltre al DSM V (questa è l'ultima edizione), ce ne sono infatti altri e comunque le critiche al DSM sono molte.
Le riassumiamo in questa frase, tratto da un prestigioso articolo di psichiatria: "Fin dalla pubblicazione della prima edizione, il Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders (DSM) ha suscitato grande interesse e curiosità nella comunità scientifica e nell’opinione pubblica. La pubblicazione della quinta edizione del manuale nel 2013 ha tuttavia sollevato numerose criticità e perplessità. In particolare, le principali critiche al DSM-5 riguardano l’approccio generale ai disturbi mentali, che di fatto è rimasto categoriale, e l’introduzione di un numero cospicuo di nuove diagnosi non supportate da adeguate evidenze scientifiche. Inoltre, l’abbassamento della soglia di sensibilità diagnostica per alcuni disturbi già presenti nelle precedenti edizioni del manuale ha causato un ampliamento dei confini diagnostici per i più comuni disturbi mentali, rendendo meno chiaro il limite tra normalità e patologia, con il rischio di medicalizzare condizioni che non meriterebbero attenzione clinica. In questo lavoro, vengono analizzate le principali novità introdotte dal DSM-5 e vengono discusse le implicazioni per la diagnosi psichiatrica alla luce delle critiche mosse al DSM-5 dalla comunità scientifica." (http://www.rivistadipsichiatria.it/r.php?v=2304&a=24798&l=326942&f=allegati/02304_2016_03/fulltext/06.Luciano%20(116-121).pdf). In realtà, se si cerca in rete, sono molti gli articoli di firme prestigiose e qualificate che criticano il DSM V: che dunque non è, come fa credere la trasmissione in questione, il manuale che elenca tutte le malattie e che è di riferimento a tutti gli psichiatri che vogliono fare una diagnosi.
L'assenza di una corretta ed equilibrata informazione è in realtà presente in tutta la trasmissione, e persino i casi scelti per mostrare le "vittime" della PAS soffrono di questo squilibrio, dal momento che non è stato dato alle controparti la possibilità di esprimere il proprio punto di vista e dal momento che non è stato intervistato nessun esperto e nessun caso "clinico" che abbia invece giovato di tale diagnosi. Se avessero chiesto in giro, ne avrebbero trovati.
Una trasmissione da guardare dunque con occhio estremamente critico, e chiedendosi sempre un dato: "E cosa direbbe chi la pensa diversamente? E glielo faranno dire?".

L'Alienazione Parentale esiste, ed è un disturbo di tutto un sistema familiare. E' negarlo come problema sarebbe come negare il mobbing, il bullismo, lo stalking, e via dicendo.
Sarebbe ora che la Presa Diretta fosse orientata meglio.

PER VEDERE IL PUNTO SULLA ALIENAZIONE PARENTALE: https://www.raiplay.it/video/2019/01/Presa-diretta-Dio-Patria-Famiglia-dac69806-544d-4729-893c-92f3b6faf437.html?tc=3156665

PER VEDERE TUTTA LA TRASMISSIONE SULLE SEPARAZIONI ED IL DDL PILLON
https://www.raiplay.it/video/2019/01/Presa-diretta-Dio-Patria-Famiglia-dac69806-544d-4729-893c-92f3b6faf437.html?tc=676834